A RACCONTAR LA LUCE

 
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Sandro Bozzolo
Ed. L’Erudita 2017
pagg. 186

“A raccontar la luce": il titolo ambizioso racchiude l’intento del narratore e nel contempo la sfida al lettore. Nel susseguirsi delle pagine, quest’ultimo infatti viene trascinato in una ricerca esistenziale, in tempi e vicende differenti, a incontrare personaggi singolari, anzi le tracce di essi, impresse in una storia tra passato e presente.

Il soggetto racconta la nascita del cinema pionieristico in Colombia, creato dai fratelli Francesco e Vincenzo Di Domenico che nei primi anni del Novecento lasciano l'Italia, la loro terra salernitana con un sogno speciale: la creazione di un’industria cinematografica in un luogo nuovo, la Colombia.  Ma elementi molteplici vi si intersecano: la lucida visione delle tragiche  contraddizioni della Colombia e dell'America Latina tutta; la disincantata consapevolezza di un Italia, quella dei nostri tempi, che è luogo amato ma di cui si denuncia l'ignoranza della cultura e la fine delle speranze; il percorso di un amore che è passione, sesso ma, soprattutto, condivisione della  forza narrativa; lo svolgersi di una vita vissuta perseguendo un ideale che scompare in una notte, lasciando di sé solo l'impronta di un quadro sulla parete vuota. Vi è, infine, il definirsi di una passione narrativa – quella dell’uomo con la telecamera – che traduce in luce, in immagine filmica la voglia di illusione che accomuna questa umanità. Nel romanzo tutti i personaggi provano a raccontar la luce ma sanno che essa è falsa: solo nell'assemblarsi narrativo ci sono scie di verità.

Sandro Bozzolo, con modalità espressive degne dei grandi scrittori latino americani, trasforma una storia del cinema colombiano, destinata a pochi specialisti, nella speranza – forse proprio qui vive l’illusione – di un mondo che può ancora cambiare direzione, dove il passato non è conservazione, ma elemento di riflessione.

- Loredana Balocco

Fratelli Di Domenico

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