ILMURRÁN - MAASAI IN THE ALPS

Nell’estate 2014, ho invitato una giovane ragazza Maasai a raggiungere una “pastora” piemontese sui pascoli delle Alpi Marittime. Due donne lontanissime tra loro, diverse per colore di pelle, generazione e lingua hanno vissuto una stagione d’alpeggio insieme, condividendo il lavoro, raccontandosi la loro storia, riconoscendosi più vicine.

Le loro voci arrivano da lontano. Silvia si muove tra elementi primordiali, produce il formaggio con gli strumenti dei suoi antenati, ha tramandato la passione a suo figlio come in un rituale. Leah ha impressi a fuoco sulla pelle i simboli di un popolo pastore che ancora sopravvive sugli altipiani del Kenya. L’una e l’altra incarnano culture che oggi si trovano di fronte a scelte decisive, necessarie per la loro sopravvivenza. Ilmurrán significa “guerrieri”, perché la loro è una storia di resistenza.

L’incontro è nato come un’esperienza antropologica a tutti gli effetti, realizzata in regime di completa autoproduzione dall’Associazione Culturale Geronimo Carbonó.

 

Il Film

Ilmurrán / Enchikunye - DVD
12.00
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39', 2015, Col
Regia e fotografia
Sandro Bozzolo
Sceneggiatura
Leo Lacarne
Francesco Di Meglio
Montaggio e sound design
Marco Lo Baido
Musiche Originali
Ciro Buttari
Graphic concept
Davide Musizzano

 
 

Prossime Presentazioni

Premio "Torino e le Alpi" - XVIII Cinemambiente (Italia)
Best doc "Vie des hommes" - 32° Autrans Mountain Film Festival (France)
Premio "Uno terro uno lengo" -  Coumboscuro 2015 (Italia)
Selezione ufficiale 63° Trento Film Festival
Finalista "Premio Professione Documentario Città di Moncalieri"


Il libro

Ilmurrán - il libro
12.00
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A cura di 
Sandro Bozzolo
Con contributi di
Kepha Ngito
Leo Lacarne
Francesco Di Meglio
Francesca Roatta
Nicola Duberti
Pubblicato da
ScrittoDritto Editore
 

 

La pubblicazione di un libro è apparsa necessaria lungo la stagione di riprese.
La condivisione di un’esperienza per tutti inedita, il contesto di alta montagna, la progressiva compenetrazione delle nostre vite con il lavoro di Silvia e Simone e con la vicenda biografica di Leah ne hanno determinato il bisogno.

Nel corso delle riprese questo film è definitivamente uscito dal film, questa storia ha iniziato a essere una storia condivisa, un’esperienza intensa di vita. L’immagine serviva per catturare contenuti impercettibili, contenuti che in qualche modo richiedevano di essere rielaborati nel silenzio notturno di una tenda.

Il libro è il diario di un viaggio durato due anni, che ha portato due perfetti sconosciuti a smuovere energie e burocrazie, a fare incontrare persone per liberare una sensazione di fratellanza intravista in una chiacchierata sospesa nel cielo africano.

Il libro permette inoltre di rendere pubbliche le tante importanti testimonianze raccolte in montagna, che per motivi tecnici sono state escluse dal film.
Emergono così i vari aspetti della vita d’alpeggio e la stretta relazione che c’è tra l’ascolto dell’ambiente e l’aderirvi di una cultura.
In particolare, grazie alla narrazione di due donne emblematiche, emerge una visione della questione femminile secondo aspetti inconsueti.

 

Finalista al concorso "Libera Università dell'Autobiografia" - Anghiari (AR) 2015
Relatore alla conferenza The slating gaze / Lo sguardo obliquo - Università di Genova 2015