Politiche spaziotemporali

"Di fronte a un pubblico numeroso e molto partecipativo (non poteva essere diversamente!), si è tenuto sabato pomeriggio a Mondovì l’incontro ”Verso un Comune virtuoso”, organizzato da MONDOVI’ in MOVIMENTO.
Il comune denominatore degli interventi dei tre relatori è stato il bisogno di riconquistare la fiducia dei cittadini, restituendo agli attori della democrazia i rispettivi ruoli. Quali? Ai cittadini riuniti in una comunità attiva, informata e coinvolta spetta il compito di partecipare ai processi decisionali, agli amministratori l’incarico di indirizzare e concretizzare le scelte con umiltà, spirito di servizio e nell’ottica del bene comune. Come si riguadagna la fiducia? Dando l’unico esempio possibile – il buon esempio.

Dall’appartamento dell’ex “supercittadino di Bogotà”, il regista e scrittore Sandro Bozzolo ha raccontato come un sindaco decisamente “fuori dal comune”, Antanas Mockus, sia riuscito a trasformare nel corso di due mandati il volto di una delle metropoli più caotiche e violente del mondo con nuovi strumenti (la pedagogia e il gioco, due parole bandite dall’attuale dibattito politico) e un nuovo linguaggio – semplice, dritto alla testa e alla coscienza delle persone".

Articolo di Irene Borgna.

Antanas. Radio. Bogotà

Agua del cielo. Il diluvio. Torno a casa e grazie all'amica Lara trovo un link. RadioDue parla di Antanas. Ne parla leggendo direttamente il libro.
Ma "Casa" questa sera è l'atelier di Nijole.
E Nijole è la madre di Antanas.

Qué bonita es Bogotà
de la América es la Atena
la sangre que va en tus venas
es lo que te hace marchar
en busca de nuevas formas.
Tu eres bella, Bogotà.

 

E' una storia senza fine. Si riaggancia a qualche giorno prima, quando uno sconosciuto dal Belgio scriveva per "iniziare una conversazione su Antanas Mockus". Si chiedeva perché la classe politica europea non fosse a conoscenza di questo personaggio, che secondo lui potrebbe garantire una potente alternativa alla crisi politica del viejo continente.

"Il buon cittadino, secondo Antanas Mockus, costruisce relazioni e partecipa ad attività collettive. Il suo ruolo non si limita quindi all'esercizio dei diritti e dei doveri politici, ma implica relazioni spesso contraddittorie e conflittuali, nei più svariati livelli della quotidianità".

Ed era una domanda giusta. Perché i liberali, i progressisti, i Verdi europei non conoscono l'azione di Mockus?
Perché probabilmente ha il sapore di un segreto. Un po' come questa notte, in casa di Nijole, Scende acqua dal cielo, e tutto questo esiste. L'ha detto la radio.

Tesi premiata

La tesi "Una nazione da costruire - cinque percorsi migranti tra l'Italia e la Colombia (1810-1920)" è la vincitrice del "Premio per Tesi di Dottorato XXVIII Ciclo" del valore di 1.000 €, assegnato dalla Scuola di Scienze Sociali dell'Università di Genova.

Il lavoro di ricerca approfondisce un flusso migratorio solo apparentemente minore nell'ambito della cosiddetta Grande Emigrazione Italiana: la presenza di emigranti italiani in Colombia ha infatti interessato importanti settori di sviluppo culturale, imprimendo agli ambiti delle arti, della scienza, della cultura e del diritto una carica innovativa che ha tracciato il cammino verso una modernità nazionale nel paese sudamericano. Con la supervisione della prof. Augusta Molinari ho ricostruito il percorso migratorio di cinque migranti italiani che hanno raggiunto la Colombia tra il 1810 e il 1920: il mercenario utopista Geronimo Lagomarsino alias Carbonò, il cartografo e geografo Agostino Codazzi, l'imprenditore Giovan Battista Mainero, il faccendiere e massone Ernesto Cerruti e i fratelli Francesco e Vincenzo Di Domenico, pionieri della cinematografia.

Un estratto della tesi è stato pubblicato, in inglese, nel volume Intercultural Relations and Migration Processes dalla casa editrice statunitense Nova Science Publishers, e ulteriori pubblicazioni sono attese nei prossimi mesi nell'ambito editoriale italiano.

"Una nazione da costruire" finalista al Concorso Video "Memorie Migranti"

Il cortometraggio documentario "Una nazione da costruire", realizzato nell'ambito della mia ricerca per la tesi di dottorato omonima, è tra i finalisti del concorso "Memorie Migranti", organizzato dal Museo dell'Emigrazione Pietro Conti, con la collaborazione di Rai Teche.

Nato per recuperare la storia dell’emigrazione italiana nel mondo e favorire un’attività di ricerca e di studio sugli aspetti sociali e antropologici legati al grande esodo, il concorso si fregia di due testimonial d’eccezione, i giornalisti Piero Angela e Gian Antonio Stella.
Premiazione il 16 aprile a Gualdo Tadino.